Il palazzo Fornari si trova in piano San Rocco luogo che conserva l’ultimo esempio in Capitanata di un’antica modalità di conservazione del grano, lo straordinarie Fosse Granarie, con almeno 600 fosse estese su un’area di 26.000 metri quadri.

Il pianoterra del Palazzo Fornari rappresenta il nucleo originario della struttura. I padri domenicani sarebbero giunti a Cerignola nel 1501 ed edificarono ai margini del regio tratturo la Chiesa e il Convento di San Rocco poi intitolati a San Domenico. L’edificio presenta una geometria a base rettangolare a cui si aggiunge un corpo lungo via XXV Aprile. La struttura interna è di tipo rigido con murature in pietra crosta perimetrale e di spinta e di sostegno della volta. Esso consta di due piani con chiostrina interna e 14 arcate.

Il Palazzo Fornari è stato realizzato in momenti diversi con la sopraelevazione del primo piano nel XIX secolo. Dopo le soppressioni  degli ordini religiosi e la confisca dei beni avvenute tra il 1806 e il 1809, il convento domenicano fu ceduto al comune di Cerignola  e fino al 1813 ospitò la caserma militare Nino Bixio, poi dal 1847 al 1902 e dal 1933 al 1989 fu sede dell’Orfanotrofio dell’opera pia Monte Fornari.

La direzione dell’istituto dal 1857 fini al 19 giugno del 1952  fu affidata alle Figlie della Carità. Nel 1952 l’orfanotrofio ospitava 80 ragazze ed era annessa una scuola elementare privata con cinque classi frequentata da esterni ambosessi ed una sezione di scuola  materna in funzione fino al 1989.

Pasquale Fornari fu il fondatore dell’Opera pia Monte Fornari. Nel suo testamento sua principale volontà fu l’istituzione di un ritiro per donne non sposate in cui poter imparare l’educazione . Molte le indicazioni lasciate nel suo testamento dalla divisa che le ragazze dovevano indossare alle attività di filatura stiratura e cucina ricamo istruzione  che dovevano apprendere dai 12 ai 24 anni.

In caso di matrimonio avevano diritto ad un monte premio di 20 danari contanti. La sua generosità ha fatto sì che ora in questo luogo possano comunque essere messe  a frutto le peculiarità delle nuove generazioni che vogliono investire nel proprio futuro e in quello della comunità.

Nel 2009 il Palazzo Fornari rientrò all’interno del Programma Bollenti Spiriti dove la Regione Puglia, tramite i finanziamenti della Comunità Europea, ha finanziato la nascita dei “Laboratori Urbani” recuperando e ristrutturando 151 immobili dismessi di proprietà dei comuni pugliesi come scuole in disuso, siti industriali abbandonati, ex monasteri, mattatoi, mercati e caserme vengono recuperati per diventare nuovi spazi pubblici per i giovani.

Nel 2013, è stata considerata una tra le 100 migliori esperienze di rigenerazione urbana in Europa nell’ambito dell’iniziativa 100EUrbanSolution.

 

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