Nuova stazione di Foggia, tutto ancora tace. Area bloccata dai 40 ettari di Sad le Perle



Tra il km 4 e il km 5, nei pressi del baffo, dove il treno per la curva è costretto a rallentare e dovrebbe sorgere la seconda stazione dell’Alta Capacità/Alta Velocità della tratta ferrovia Bari-Napoli, tutto tace, i campi incolti fanno bella mostra di sé. Un solo appalto, forse due, sui tre annunciati per giugno 2018, potrebbe vedere la luce, perché mancano i fondi. Non c’è ancora il contratto di programma di Rfi e non sono state sbloccate le risorse del Fondo Investimenti. Tutte questioni sul tavolo del neo ministro alle Infrastrutture e Trasporti del M5S Danilo Toninelli.

Insieme al consigliere comunale e provinciale Pasquale Cataneo, dotati di drone, siamo andati nell’area cittadina attualmente verde, che potrebbe diventare fulcro di grandi flussi di viaggiatori e turisti. Della questione, stando a rumors di Palazzo, se ne sta occupando direttamente il sindaco Franco Landella. La stazione potrebbe “cadere”, se non ci saranno ancora ostacoli politici e veti, vicino ai 40 ettari del vecchio Prousst San Michele del compianto imprenditore del mattone don Michele Perrone, che sognava lì la sua Foggia2, stracolma di villette mono e bifamiliari, disegnate dall’ingegner Nino Mazzamurro, che di recente in un appuntamento politico delle due anime socialiste ha parlato di abulia dei foggiani per le infrastrutture.

È del 20 marzo 2018 la determinazione del dirigente, l’ingegner Paolo Affatato, nella quale si dà compimento alla stipula dell’atto modificativo ed integrativo della Convenzione Urbanistica tra il soggetto proponente “SAD LE PERLE SRL” ed il Comune di Foggia relativamente alla Realizzazione del programma urbanistico denominato “CENTRO LE PERLE”, appunto la Foggia2.

In una delibera di consiglio del 2017, la maggioranza Landella con 18 voti favorevoli accettò la riduzione della fidejussione sugli accordi di programma e decretò che le aree per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nonché le aree pubbliche, poiché concorrenti alla formazione di patrimonio pubblico comunale, fossero trasferite al Comune contestualmente alla stipula della convenzione e comunque prima del rilascio del primo permesso di costruire con esplicita rinuncia alla richiesta di retrocessione, dandone immediata contezza e documentazione al Servizio Patrimonio. “Sarà compito del privato sotto l’alta sorveglianza del servizio Lavori Pubblici, mettere in atto, prima della stipula della convenzione le operazioni di picchettamento di tutte le aree destinate ad opere pubbliche con individuazione delle varie tipologie di intervento rese anche nella forma di planimetria di picchettamento contenente le necessarie indicazioni planimetriche ed altimetriche”, si legge in quell’atto.

Ciò significa che tutto può essere ancora ricontrattato dall’amministrazione comunale con Sad Le Perle, anche alla luce dell’asfissia del mercato immobiliare, che non giustifica la costruzione di villette. “Non abbiamo notizie sulla progettualità della seconda stazione – osserva Cataneo – secondo noi dopo l’approvazione che c’è stata anche in consiglio provinciale il 13 aprile del 2018 successiva a quella dello scorso anno in Comune, sarebbe utile e necessario fare un incontro con la regione Puglia per definire una posizione da poter rappresentare al livello ministeriale. Con il nuovo governo ci dovrebbe essere, almeno così sono le nuove avvisaglie, una verifica delle grosse progettualità, con una rivisitazione dell’analisi costo/benefici delle opere realmente realizzabili”.

Avete incontrato i parlamentari pentastellati? Faranno pressing sul Ministro Toninelli? “Ci sono due atti amministrativi, sarebbe auspicabile avere un incontro ufficiale con i parlamentari non solo pentastellati perché la posizione con un’analisi preventiva sia coesa. La seconda stazione non è il solo intervento da fare, c’è anche l’hub intermodale con il collegamento con l’aeroporto che dista solo 2 km. Dovremmo discutere tutti insieme”.

La posizione di chi difende la stazione Vittorio Veneto è superata? O resta lo scoglio di tale retroguardia? “L’hub intermodale fa in modo che due infrastrutture siano collegate in rete, siamo nella fase di redazione del piano provinciale di bacino che dovrà recepire questa impostazione del consiglio provinciale. Dobbiamo fare in modo che Foggia Vittorio Veneto e Foggia Ten-T siano connesse con il prolungamento dei servizi ferroviari e su gomma che metterebbero a sistema entrambe le stazioni”, conclude Cataneo.

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